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Il "crepacuore" ? esiste !!

La sindrome di Tako-Tsubo

La cardiomiopatia “tako-tsubo” è una sindrome reversibile che mima la clinica dell’infarto miocardico acuto (IMA), descritta negli USA ed in Europa, sebbene i primi casi siano stati segnalati in Giappone nel 1991.
La tako- tsubo può esser effettivamente definita la "sindrome del cuore spezzato" e porta a malesseri addirittura simili nei sintomi a un vero attacco di cuore, scatenati da un potente fattore di stress emotivo, per esempio la fine di un amore, e che a lungo andare danneggiano seriamente l'organismo.
La sindrome, descritta per la prima volta da ricercatori giapponesi nei primi anni '90, è dovuta secondo i ricercatori a un aumento degli ormoni dello stress, a partire dall'adrenalina, che possono temporaneamente danneggiare il cuore.
La denominazione prende spunto dalla somiglianza della morfologia del cuore con un vaso utilizzato in Giappone per la pesca del polpo. La sindrome da crepa-cuore è spesso preceduta da stress emotivo e/o fisico.
I meccanismi fisiopatologici non sono noti, non si conosce la ragione della predominanza del sesso femminile (post-menopausa ed età avanzata), anche se è ipotizzabile un meccanismo catecolamino-mediato che determina, in presenza di ridotti livelli di estrogeni, alterazioni della funzione endoteliale e reattività vasomotoria microcircolatoria. Tutti i pazienti affetti da "sindrome del cuore spezzato" lamentavano i sintomi dell'attacco di cuore, compresi il dolore toracico e la mancanza di respiro. Nella maggioranza dei casi i pazienti rivelavano di esser stati esposti ad una sorta di pericolo fisico o emotivo, come le cattive notizie su un familiare, un problema domestico, l'annuncio di una grave malattia o di un incidente stradale o, appunto, un grave problema sentimentale. Poco dopo, avevano lamentato i problemi cardiaci.
La cardiomiopatia “tako-tsubo” si caratterizza per un dolore toracico sospetto per ischemia (68%) e dispnea (18%) ma può anche presentarsi come shock cardiogeno (4%) o fibrillazione ventricolare (1,5%). La maggior parte dei casi presenta una compromissione della frazione d’eiezione del ventricolo sinistro cui segue un miglioramento nei giorni / settimane successive, mentre l’acinesia, è più estesa del territorio di competenza coronarica e comunque reversibile. A dispetto dei sintomi e dei rilievi strumentali diagnostici per IMA, la coronarografia mostra generalmente assenza di lesioni aterosclerotiche coronariche o di media compromissione (<50%).
Il problema principale rimane comunque la diagnosi, assai difficile. Dal 2001 ad oggi sono centinaia i casi accertati, ma riteniamo che siano ancora di più quelli non riconosciuti come sindrome di tako-tsubo. Tale patologia, che si presenta come un incidente coronarico grave che compromette decisamente l’attività del cuore, può essere fatale se non si interviene con un trattamento farmacologico adeguato.
Al contrario, se si procede alle cure appropriate, può essere superata nell’arco di 10-15 giorni. Il rischio di questa malattia è rappresentato anche dalle eventuali ricadute, soprattutto nei casi associati a depressione o ansia: tali soggetti hanno quindi bisogno di un’assistenza multi-disciplinare al fine di prevenire ulteriori colpi.
In generale si ritiene che siano le prime 48 ore dall'attacco quelle decisive per superare senza gravi conseguenze la sindrome di tako-tsubo.

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