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arteria OCT

Nuove tecniche di studio dell’aterosclerosi coronarica

Optical Coherence Tomography (OCT)

L’ aterosclerosi é una malattia infiammatoria cronica a genesi multifattoriale che colpisce le arterie ed è causa di patologie molto gravi come angina pectoris, infarto, ictus e morte improvvisa. In Italia nel 2007 (ultimo anno disponibile) i decessi per malattie ischemiche del cuore sono stati 37.712 nei maschi e 37.407 nelle donne [Istat. Cause di morte. 2010].

Anatomicamente la lesione caratteristica dell'aterosclerosi è la placca aterosclerotica, rappresentata da un ispessimento dello strato più interno delle arterie (intima) dovuto principalmente all'accumulo di materiale lipidico ed a proliferazione del tessuto connettivo. La rottura delle placche comporta circa il 75% dei trombi coronarici che portano all’infarto del miocardio e/o alla morte .

L’infarto del miocardio è spesso causato da restringimenti coronarici di grado lieve e, in alcuni casi, da minime irregolarità parietali non evidenziabili con la coronarografia.

Il cardiologo interventista ha a disposizione tecniche invasive intravascolari che danno informazioni complementari a quelle offerte dalla coronarografia e che consentono lo studio della placca aterosclerotica e, in modo indiretto, dell’infiammazione come l’ecografia intracoronarica (IVUS) che offre informazioni abbastanza accurate sulla composizione dell’aterosclerosi.

intracoronarica (IVUS) che offre informazioni abbastanza accurate sulla composizione dell’aterosclerosi.

Tuttavia, alcuni dettagli come la definizione dell’area lipidica o lo spessore della capsula fibrosa non sono rilevabili, essendo al di là delle capacità risolutive della tecnica. Anche il rilievo delle placche ulcerate con sovrapposizione trombotica non è agevole. Negli ultimi anni si sono rese disponibili nuove tecniche invasive per lo studio dell’aterosclerosi coronarica, tra cui l’Optical Coherence Tomography (OCT) e l’elastografia.

L’OCT si basa sull’emissione di luce ad infrarossi e consente immagini delle arterie aventi una risoluzione a 30-50 volte superiore a quella dell’IVUS. Immagini di questo tipo, nel contesto di esami diagnostici e di procedure interventistiche, sono di aiuto nella comprensione della genesi delle sindromi coronariche acute e possono consentire l’ individuazione di segmenti coronarici a rischio di infarto miocardico.

La tecnologia FD-OCT viene impiegata durante la procedura angiografica. Un catetere viene inserito attraverso l’arteria femorale fino a raggiungere le coronarie, a valle della sezione di interesse. Successivamente si attiva in pull back la procedura che in circa 2 secondi acquisisce le immagini.

La possibilità di effettuare uno studio attento delle componenti delle placche aterosclerotiche mediante l’uso di sonde intracoronariche può portare alla individuazione di un fattore prognostico aggiuntivo e permettere la pianificazione di un più appropriato percorso diagnostico-terapeutico nei pazienti a medio-alto rischio cardiovascolare.

La tecnologia permette inoltre di valutare innovazioni tecnologiche quali i risultati a distanza di impianto di nuovi stent coronarici e l’efficacia di particolari strumenti in grado di liberare i vasi coronarici dai trombi.

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