D-Heart. Il paziente con Cardiomiopatia ad un click di distanza dal suo cardiologo.

Progetto condiviso dell’Associazione italiana per l’Assistenza e la Ricerca delle Cardiomiopatie (AICARM Onlus) e della Fondazione A.R.Card. Onlus.

Obiettivi del Progetto

Primary End-point: Incidenza di diagnosi di FA (sintomatica e non) diagnosticata nei due gruppi di pazienti affetti da CM ad alto rischio di fibrillazione atriale;

Secondary End-point: Documentazione di qualsiasi tipo aritmia o anomali elettrocardiografica tramite il dispositivo ECG D-Heart;

Tertiary End-point: Analisi del tasso di consapevolezza ed alfabetizzazione digitale di pazienti affetti da CM riguardo a soluzioni digitali e apparecchi portatili per il monitoraggio della propria salute.

Durante la pandemia COVID 19, i pazienti affetti da CM si trovano a convivere con una malattia cronica che li predispone a possibili complicanze, se infetti da COVID-19, ma anche una diminuzione dei controlli e delle visite presso i Centri d’Eccellenza nel paese, arrivando spesso a diagnosi tardive in caso di comuni complicanze come aritmie o scompenso. Lo Studio  si propone, di dotare un gruppo di pazienti affetti da CM, compreso i propri soci, di un Elettrocardiografo portatile digitale, un dispositivo italiano, denominato D-Heart specificatamente realizzato e validato anche sul paziente affetto da queste patologie (Maurizi et al. IJC e EHJ). Questo strumento consente al paziente, in totale autonomia, di registrare il proprio ECG con un’affidabilità identica all’ECG standard. I pazienti con CM, affetti o non affetti da COVID-19, sono ad alto rischio di sviluppo di aritmie, in particolare fibrillazione atriale (FA), un evento che può determinare numerose conseguenze. Spesso, la FA soprattutto se asintomatica e non documentata con ECG, espone il paziente affetto da CM al rischio di ictus. L’identificazione precoce di FA, permette di predisporre una terapia medica per ridurre drasticamente le sue complicanze. Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale attuare metodiche di screening che sfruttino strumenti di facile utilizzazione alla portata del paziente. Lo studio confronterà due gruppi di pazienti con simili caratteristiche cliniche, di cui uno dotato dell’apparecchio e uno no.