Progetto CPET in pazienti Covid

La Fondazione A.R.CARD. ONLUS finanzia una borsa di studio finalizzata alla conduzione di test cardiopolmonari all’interno del follow-up clinico dei dimessi per COVID-19 in AOU Careggi.

Responsabili del Progetto: Prof Francesco Fattirolli, Prof Iacopo Olivotto

Dipartimento Cardiotoracovascolare (Direttore: Prof N Marchionni).

Infezione da SARS-CoV2 e patologia cardiovascolare.

La malattia da coronavirus del 2019 (COVID-19) è una pandemia causata da sindrome respiratoria acuta prodotta da coronavirus 2. Anche se i sintomi respiratori sono di solito predominanti nella presentazione clinica, l’infezione da SARS-CoV-2 sembra essere responsabile anche di molteplici manifestazioni del sistema cardiovascolare potenzialmente gravi, in particolar modo nei pazienti con comordibilità cardiovascolari pre-esistenti, nei quali la prognosi è più severa.

Dai dati riportati in letteratura -peraltro finora con casistiche molto disomogenee- circa il 20-30% dei pazienti ricoverati nella fase acuta per COVID-19 aveva segni di coinvolgimento del miocardio e in più del 60% di danno miocardico acuto. Tra le possibili cause sono state descritte sindrome coronarica acuta o danno miocardico da citochine; danno microvascolare per microtrombosi; sindrome da Takotsubo; tossicità miocardica diretta del virus.  È noto che la miocardite da altri patogeni virali può determinare una disfunzione del miocardio conclamata o subclinica, con evoluzione sfavorevole a distanza. Negli ultimi mesi c’è stata una crescente letteratura sulla presentazione clinica, la diagnostica della fase acuta e della prognosi a breve termine dell’infezione da COVID-19, ma non ci sono ancora dati sull’andamento nella fase successiva alla dimissione o sulle conseguenze a lungo termine.

Non conoscendo a tutt’oggi l’evoluzione della malattia, la probabilità di avere una evoluzione sfavorevole, la predittività di indicatori della fase di ricovero per identificare differenti “fenotipi clinici” per il rischio di presentazione di cardiopatie o aggravamento di patologie preesistenti, si è reso necessario pianificare programmi di follow-up clinico-strumentali, particolarmente dopo il ricovero ospedaliero.

Follow-up per dimessi dopo ricovero per COVID-19

In AOU Careggi è stato elaborato un programma di follow-up clinico per ciascun paziente con diagnosi COVID-19.

In sintesi: sono previste le seguenti visite/contatti telefonici, nelle finestre temporali sotto indicate, condotto dal Gruppo Multidisciplinare di Follow-up COVID-19 costituito da infettivologo, pneumologo, cardiologo, geriatra, infermiere.

Al 15 ottobre, dei 397 dimessi sono stati contattati (prima intervista telefonica) 383 pazienti (pari al 96,5%). Dai dati raccolti, ad un mese dalla dimissione più del 30% dei pazienti ha riferito riduzione della capacità funzionale, dispnea per sforzi lievi o astenia a riposo e per sforzi lievi; il 20% disturbi del sonno; il 20% persistenza di tosse; anosmia ed ageusia erano presenti nel 10% dei casi.

I sintomi risultano uniformemente distribuiti in tutte le classi di età.

Test cardiopolmonare

Nell’ambito della valutazione integrata cardio-respiratoria, è prevista l’esecuzione del test da sforzo cardiopolmonare (CPET), per pazienti selezionati con lo scopo di ampliare la capacità diagnostica delle valutazioni strumentali di base oltre che definire in modo più specifico eventuali alterazioni emerse nel corso della valutazione pneumologica (es: desaturazione O2 al 6minWT o risultato dubbio alla spirometria)

Dopo i primi 120 pazienti che hanno completato la valutazione di primo livello (follow-up a 3 mesi), circa il  20% è rientrato nelle indicazioni per l’esecuzione del  CPET. Da segnalare che questo dato può sottostimare la quantità di pazienti con indicazione, in quanto i primi pazienti ricoverati avevano avuto un decorso di malattia più breve e meno complicato. Ne deriva che la percentuale di pazienti da sottoporre a valutazione di secondo livello sta crescendo rapidamente ed è verosimile che almeno il 30% dei dimessi abbia indicazione al CPET, con una previsione di circa 100 test da effettuare sui pazienti dimessi fino ad oggi.

Progetto 2020-2021

Sulla base delle stime delle valutazioni con CPET da condurre per i dimessi nella “prima fase” della pandemia e dell’evolversi dei ricoveri nella seconda fase tuttora in corso, si rende necessario prevedere l’estensione delle valutazioni con CPET per il follow-up COVID almeno per la prima metà (se non per tutto) il 2021.

Considerato che l’esecuzione e l’interpretazione del test richiedono una esperienza e competenza specifiche che richiedono una specifica preparazione, è indispensabile poter contare su un professionista già formato in grado di garantire con continuità l’esecuzione dei test.

La Fondazione ARCARD finanzia una borsa di studio  annuale (costo 24.000 euro) per uno specialista in Medicina Interna, Cardiologia o Geriatria per condurre lo studio che rientra nell’ambito del progetto già approvato per il follow-up Covid dell’A.O.U.Careggi.